Extraprofitti, il GSE chiede il pagamento della diffida entro sette giorni; Italia Solare: “Servono più tempo e una revisione della tariffa-soglia”

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Il GSE ha inviato le fatture relative agli extraprofitti, in applicazione dell’art. 15-bis del DL 4/2022. I destinatari sono i proprietari di impianti fotovoltaici realizzati in regime di Conto Energia con potenza superiore a 20 kWp.

Questa azione ha colto di sorpresa molti operatori, considerando che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea non si è ancora pronunciata su tale tema. Il pronunciamento potrebbe infatti mettere in discussione il criterio di adeguatezza della tariffa base oltre la quale si richiede la restituzione dei ricavi.

L’avvocato generale della Corte Ue ha ricordato inoltre che la tariffa dovrebbe garantire il mantenimento dell’investimento. Insieme agli incentivi, dovrebbe garantire anche la copertura dei costi di realizzazione e gestione degli impianti. Queste condizioni però non sono rispettate con le tariffe indicate nel decreto legge 4/2022.

In questo decreto i valori sono infatti compresi tra 56 e 61 euro al MWh a seconda della zona di mercato e pari a 75 euro al MWh in Sicilia. Numeri al di sotto del limite di 180 euro al MWh indicato dalla Commissione europea per le misure di contenimento del caro energia.

In aggiunta il pagamento è stato richiesto tramite una diffida con termine perentorio di sette giorni. Questa imposizione mette in difficoltà proprietari di impianti, compresi enti locali, che rischiano di non poter provvedere a pagare le rate dei finanziamenti.

Molti produttori hanno scelto di pagare confidando in una futura restituzione, ma molti altri hanno avviato ricorsi. Molti altri invece hanno deciso di non saldare le fatture del GSE e fare ricorso.

Italia Solare ha per questo incontrato i vertici del GSE, ai quali ha chiesto di valutare una dilazione dei pagamenti e concedere più tempo a chi non ha ancora compilato il questionario sulla modalità di cessione dell’energia. L’obiettivo è quello di riuscire ad arrivare ad aprile, momento in cui è prevista la sentenza della Corte Europea.

«Italia Solare ribadisce la necessità di attendere il giudizio della Corte Europea e, meglio ancora, quello del Consiglio di Stato», sostiene il presidente Paolo Rocco Viscontini, «ma soprattutto serve una revisione della soglia tariffaria, che è oggettivamente troppo bassa e penalizza eccessivamente chi ha investito negli impianti».

L’associazione ha anche trasmesso al ministero dell’Economia e delle Finanze e al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica una comunicazione in cui chiede di rivedere al rialzo la tariffa-soglia oltre cui occorre restituire i relativi ricavi. Altra richiesta è quella di trovare urgentemente soluzioni per limitare, ridurre e dilazionare i pagamenti.

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